Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 311
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LIBRO SECONDO.

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Et

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roche av

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radino hora serpeggiando sotto altri capelli, hora si rilicvino in verso quella
& quella altra parte : Sieno ancora i piegamenti de rami & i lor concavi con
arco verso lo alto ; parte ritornino in dentro, parte si avvolghino a guisa di
fune . Et quello medesimo accaggia nelle pieghe de panni, che si come da un
troncone di uno albero naseono in div-erse parti molti rami, cosi da una piega
nasehino molte pieghe, come dal troncone i rami : & in queste medesimamente
si veghino tutti i moti, tal che non vi sia alcuna piega di panno nella quale
non si ritruovino quasi tutti i detti moti. Ma sieno tutti i moti, il che io aver-
tiseo spelTb, moderati & dolci, & mostrino più torto di loro grasia che mara-
viglia de la fatica. Ma poi che noi vogliamo che i panni sieno atti a moti,
& esiendo i panni di lor natura gravi , & che continovamente caseando piom-
bano a terra , & perciò sfuggono ogni piegamento ; bene perciò si porrà nella
Pittura la faccia di zefiro o di austro, che sorti infra i nugoli ad una punta de
la historia, da la quale tutti i panni venghino spinti verso la contraria parte : da
la qual cosa ne verrà ancor quella gratia che quei lati de corpi , che saranno bat-
tuti dal vento, perche i panni si accoderanno per il vento a corpi, elsi corpi ap-
pariranno quasi ignudi sotto il velamento del panno : & da le altre parti i pan-
ni agitati dal vento faranno pieghe, inondando nell" aria, bellirtìme . Ma in que-
llo battimento del vento bisogna guardarti, che nesssun moto di alcun panno
venga contro al vento, & che le pieghe non sieno troppo taglienti, ne troppo
rotte. Queste cose adunque che si son dette de moti de gli animali, & de le
cose inanimate, si debbono grandemente ortervar da Pittori, & metterli tutte
1' altre cose ancora diligentemente ad esecutione , che si son dette di sopra del
componimento de le superficie de membri, & de corpi . Si che noi habbiam
determinate due parti de la Pittura, il disegno, & il componimento . Rettaci a
trattare de ricevimenti de lumi. Ne primi principii si dimostrò a bastanza che
forza habbino i lumi in variare i colori. Percioche stando fermi i gene-
ri de colori, noi insegnammo in che modo erti parevano hora più chiari, &
hora più seuri , secondo Io applicamenro de lumi, o de le ombre, & che il
bianco & il nero erano quei colori, mediante i quali noi nella Pittura espri-
miamo i lumi & le ombre : & che gli altri colori sono da essere (limati per la
materia , con i quali si aggiungano le alterationj de lumi, & de 1' ombre.
Adunque lasciate le altre cose a dietro doviamo dichiarare in che modo il Pit-
tore si ha da servire del bianco , & del nero . Maravigliaronsi i Pirtori antichi
che Polignoto & Timante si servissino solo di quattro colori, & che Aglaofone
si dilettane di un solo colore, come che sé in tanto numero che ei pensava es-
sere de i colori, fusse poco che quegli ottimi Pittori ne havessino messi si pochi
in uso, dove giudicano che ad un copioso maestro si appartenga metter in ope-
ra qual si voglia moltitudine di colori, lo veramente affermo, che la varietà
& la abbondantia de colori arreca molta gratia, & molta leggiadria alla Pittu-
ra. Ma io vorrei che i valenti Pittori giudicartene che si debbe porre ogni in-
dustria & ogni arte nel disporre & collocar bene il bianco & il nero, & che
in collocar quelli bene, & ben accomodargli, si deve por tutto lo ingegno, &
qual si voglia estrema diligenza. Imperoche si come lo avvenimento de lumi &
dell'ombre fa che ei si vede in qual luogo le superficie si rilievino, & in qua-
li elle sfondino, & quanto ciaseuna de le parti declini, o si pieghi ; cosi lo
accomodar bene del bianco & del nero fa quello che era atribuito a lode a
Nitia Pittore Atheniese , & quel che la prima cosa ha da desiderare il maestro,
che le sue Pitture apparisehino di gran rilievo. Dicono che Zeusi nobilissimo
& antichissimo Pittore, fu quasi il primo che seppe tener quelta regola de lu-
mi & de le ombre. Ma a gli altri non è attribuita quelta lode. Io certamente
non penserò che nertuno sia , non che altro, Pittore mediocre, che non sappia
molto bene che forza habbi ciaseuna ombra & ciaseun lume in tutte le super-
Scie. Io loderò quei volti dipinti, con buona gratia de dotti & de gli igno-
rali-
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