Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 312
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v*.

DELLA PITTURA

ranti, I quali come che di rilievo paia che esehino fuori di esse tavole, &
per il contrario biasimerò quegli ne quali non si vedrà forsè punto dì ar-
te, sé non ne d'intorni, lo vorrei che il componimento fusse ben disegna.
to & ottimamente colorito . ^Adunque perche ei non sieno vituperali , & ner.
che ei meritino di esser lodati, la prima cosa debbono segnare diligentissìma-
mente i lumi & le ombre, & debbono considerare che in quella superficte
sopra la, quale ferjscono i razzi de lumi , essp colore sia quanto più si può
chiaro & luminoso, &j che oltra di questo mancando a poco a poco la
forza de lumi vi si metta a poco, a poco il colore alquanto più seuro,
Finalmente bisogna avertire in che modo corrispondinQ le ombre nella parte
contraria a lumi, che non sarà maj supersicie di alcun corpo che sia per lumi
chiara , che nel medesimo corpo tu non ritruovi la superficie a quella contra-
ria che non fia coperta , & carica di ombre . Ma per quanto appartiene immita-
re i lumi con il bianco, & le ombre con il nero, io ti avertiseo che tu pon-
ga il principale iludio in conoseere quelle superficie che son tocche o dal lume,
o da la ombra. Questo imparerai tu bene da la natura & da le, cose stelse: Et
quando finalmente tu conolcerai benissimo quelle cose , altererai il colore en-
tro a suoi d'intorni al suo luogo quanto più parcamente potrai con pochillimo
bianco, & nel luogo suo contrario aggiugnerai parimente in quello innante un
poco di nero. Imperoche con questo bilanciamento, per dir cosi, del bianco
& del nero, il rilievo apparisee maggiore. Dipoi cpntinova con gli accresei-
menti con la medesima parsimonia sino a tanto che tu ti conosea haver guada-
gnato tanto che balli. Et ti sarà veramente a conoseer questo uno ottimo, giu-
dice lo ipecchto. Et non so io in che modo le cose dipinte habbino una
certa gratia nello specchio , pur che elle non habbino difetto. QIrra di questo
é cosa maravigliosa, quanto ogni difetto nella Pittura apparisea più bmtto nello
specchio. Emendinsi adunque le cose ritratte dal naturale, mediante il giuditio
de lo Ipecchto. Ma siami qui lecito raccontare alcune cofe che io ho tratte da.
la natura. Io ho veramente considerato, come le superficie piane mantenghino
in ogni luogo di loto stelse uniforme il loro colore; Ma le tonde & le con-
cave variano i colori ; percioche da I* una parte son chiare, & da la altra seure,
& in uno altrp luogo mantengono un colore mezzano. Et quella alterationc
del colore nelle superficie non piane, arreca disficulta a Pittori infingardi : ma.
sé il Dipintore segnerà bene, come dicemmo, i dintorni de le superficie, &
separerà le sedie de lumi, gli sarà facile allhpra il modo & la regola del co-
lotire. Imperoche egli da prima andrà alterando o con il bianco o con il nero
quella superficie secondo che bilogneià , inlinp alla linea de la divisione , quali
come che sparga una rugiada : Dipoi spargerà per dir cosi una altra rugiada ol-
tre alla linea, & dopo quella un' altra oltre a quella , & dopo quella aggiu-
gnendovene sapra una altra, gli verrà fatto che il luogo del lume sarà illumi-
nato di più chiaro colore , & dipoi il medesimo colore, quasi come sumo sfu-
merà nelle parti che gli sono contigue . Ma bisogna ricordarli che nessuna su-
perficie si debbe far mai tanto bianca , che tu non polla far la medesima piti
candida . Nello esp.rimere ancora esse velli bianche bisogna ritirarli molto da la.
ultima candidezza. Imperoche il Pittore non ha cosa alcuna eccetto che il co-
lor bianco, con il. quale ti polTa imitare gli ultimi splendori de le pulitillime
supersicie, & ha trovato (piamente il negro , con il quale egli possa rapresen-
tare le ultime tenebre & pseurità de la nptte • Et però, nel dipignere le velli
bianche, bisogna pigliare uno de quattro generi, de colori, che sia aperto &
chiaro: Et per \l contrario far quel medesimo nel dipignere un panno nero,
servirsi de lo altro estremo, perche non è molto, lontano da la ombra, coni»
sé noi pigliassìmo del profondo & negreggiante mare. Finalmente ha tanta for-
za questo componimento del bianco & del nero, che fatto con arte & con re-
dola dimostra in Pittura le superficie di oro & di argento s & di vetro (plendi*
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