Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 319
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LIBRO TERZO.

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anco mediocre maestro ; nondimeno io giudico che sia bene sforzandoli por-
re ogni ltudio che per noltra negligentia non ci babbi a mancare, quel che
ci può arrecare grandissima lode, & grandissimo biasimo ancora le noi ce
ne facessimo beffe. Nicia Pittore Atheniese dipinse le donne diligentissima-
mente. Ma Zeusi nel dipignere il corpo de le donne dicono che avanzò
tutti gli altri. Eraclide fu eccellente nel dipignere le navi. Serapione non sape-
va dipignere gli huomini, & nondimeno dipigneva tutte le altre cose molto
bene. Dioiiisio non sapeva dipignere altro che gli huomini. Alessandro quel
che dipinse la loggia di Pompeo, faceva eccellentemente tutte le bellie di quat-
tro gambe & nialsime i cani. Aurelio come quello che era sempre innamorato,
godeva solamente di dipignere le Dee , & esprimere ne suoi ritratti gli amati
volti. Fidia si affaticava più in dimollrar la maieltà de gli Dii, che la bellez-
za degli huomini . Eufranore haveva talmente fantasia di rapresentar la degniti
degli Eroi , che in quella cosa fu più eccellente de gli altri. Et coli non sep-
pon tutti far bene tutte le cose, conciosia che la natura seompartì a ciaseuno
ingegno la proprietà de le sue doti : alle quali cose noi non doviamo acquie-
tarci tanto, che noi habbiamo a pretermetter di lasciar cosa alcuna non ten-
tata in dietro. Ma le doti dateci da la natura doviamo noi reverire & accre-
scerle con la indullria, con lo studio, & con lo esercitio . Oltra di quello non
doviamo parere di pretermettere per negligentia, cosa alcuna che appartenga al-
la lode. Ultimamente quando noi habbiamo a dipignere una historia , andre-
mo la prima cosa lungamente pensando, con che ordine, o con quai modi noi
portiamo fare il componimento che sia bellissìmo, & faccendone schizzi & mo-
delli su per le carte, andremo esaminando & tutta la hilloria, & ciaseuna
parte di essa, & in ciò chiederemo consiglio a tutti i nostri amici ; finalmente
noi ci affaticheremo che tutte le cose sieno da noi pensate & esaminate di ma-
niera , che nel nostro lavoro non habbia ad esTer cosa alcuna , che noi non
Tappiamo molto bene in quaj parte de la opera ella si habbi a collocare. Et
accioche noi sappiamo quello più certo, ci gioverà sopra i modelli tirare una re-
te, accioche poi nel merter in opera le cole venghin polle, come cavate da gli
esempi privati, tutte a luoghi loro proprii. Et nel condurre a fine il lavoro,
vi porremo quella diligentia congiunta con quella celerità del fare, che non
sbigottisea per il tedio altrui dal sinirla, ne il desiderio di finirla troppo pre-
ito non ci precipiti, Bisogna talvolta intralasciare la fatica de la opera , & re-
creare lo animo , ne si deve far quel che fanno molti, che si metton a fare
più opere & incomincian quella, & la principiata lasciano imperfetta. Ma
quelle opere che tu barai incominciate, le debbi finite interamente del tutto.
Kispose Apelle ad uno che gli mollrava una sua pittura & diceva , io la di-
pinsi predo hora hora ; senza che tu lo dicelsi , si vedeva chiaro, anzi mi ma-
raviglio che tu non habbi dipinte infinite a quello modo . Io ho veduti alcuni
Pittori & Scultori è^ Oratori, & Poeti ancora, sé alcuni però si trovano in
quella nollra età che si possìno chiamar Oratoti o Poeti, essersi medi con ar-
dentilsimo studio a far qualche opera , i quali mancato poi quello ardore de lo
ingegno, lasciano Ilare la incominciata & roza opera imperfetta, & spinti da
nuovo desiderio , si mettono a voler di nuovo fare qualche altra cosa più nuo-
va, i quali huomini io certamente biasimo. Imperoche tutti coloro che deside-
rano che le opere loro sieno grate & care aposteri, bisogna che pensino prima
molto bene a detta opera , & la conduchino con grandisfima diligentia a perfet-
tione. Conciosia che in molte cose non è manco grata la diligentia che qual si
voglia ingegno. Ma bisogna fuggire quella superssua superllitione di coloro, per
chiamarla coti, i quali mentre che vogliono che i loro lavori non habbino pur
alcun minimo difetto, & cercano che ei sieno pur troppo puliti, fanno talmente
che le opere loro paino consumate da la vecchiezza avanti che sinite. I Pittori
antichi solevano biasimare Protogene che non sapeva mai cavar le mani di sopra

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