Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo [Übers.]
I Dieci Libri Di Architettura — Rom, 1784

Seite: XXV
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/alberti1784/0025
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
•XXV

d - ! ■■■■■■"......"■ ' ~*>

sarà ben compartito, e perfettamente finito, ehi fia quello, che non lo Sguar-
di con diletto e letizia grandisiìma? Ma a che racconterò io quanto ed in casa,
e fuori non {blamente abbia giovato e dilettato i Cittadini l'Architettura, ma
li abbia ancora grandemente onorati ? Chi sarà colui, che non si reputi ad
onore l'avere edificato, essendo reputato ancora a gloria F aver fatte un po-
co accuratamente le proprie case ov' egli abiti ? Gli uomini dabbene appro-
vano, ed insieme si rallegrano,, che tu cols aver fatto un muro o un portico
beJJissimo,e postovrornamenti di porte, di colonne; e di coperture abbi-fat-
to il fatto tuo ed il loro; per quello certo più che peraltro, ch'essì conoseo-
no che tu hai accreseiuto con quesso frutto delle tue ricchezze a te, al casatò,
a' diseendenti, ed alla città tua molto di onore e di dignità . 'Il sepolcro dt
. Giove diede principio a nobilitare 1' ìsola di Creta , né Delo era tenuto tanto
in pregio per l'oracolo d'Apolline, quanto per la forma e bellezza della Città,
e per la maesìà del suo Tempio. Quanta autorità abbia arrecato l'edificare
all' imperio e nome Romano si potrà rilevare da queslo solo , che noi per i se-
polcri e per le reliquie dell'antica sua magnificenza sparse dappertutto, veggia-
mo darsi cagione che si pretti fede a molte cole dette dagì' islorici, le quali
forsè altrimenti ci sarebbero partite incredibili. Lodava Tucidide oltremodo
la prudenza degli antichi, che avellerò talmente adorna la ior città d'ogni Tor-
ta di edifici, che per mezzo di esiì la portanza loro apparine molto maggiore_j>
che non era. E chi è slato quello fra i grandi/simi e prudentisfìmì Principi,
che tra le prime lor cure , o pensìeri di perpetuare il nome e la posterità sua,
non si liaservito dell'Architettura? Ma di ciò sia detto abbasìanza .

Queslo finalmente sia vero , che per bisogno, per llabilìtà, per dignità,
e per ornamento del pubblico sìamo grandisiìmamente obbligati all'Architetto,
il quale faccia che noi poniamo nella quiete, con tranquillità , allegrezza e_j>
sanità, nel travagliare con utilità e guadagno , e nell'una e nell'altra, senza
pericolo , e con dignità ritrovarci. Non negheremo adunque, eh' egli non_?
sia da esfer lodato e tenuto in pregio, e da esier poslo sì per la piacevolezza e
per la maraviglìosa grazia delle opere, sì per la necesiìtà, e per gli ajuti e for-
tezza delle cose trovate da lui, sì per il frutto della futura età fra i primi uo-
mini , che'abbiano meritato quali si siano premi ec* onori. Avendo pertanto
noi conoseiute queste cose esser talmente fatte, cominciammo per diletto dell'a-
nimo noilro a ricercare con più diligenza dell' arte e delle cose ad esfaspet-
tanti ; e da che principi esse derivauero, e di che parti follerò composte e fini-
te ; ed avendole trovate varie di generi, di numero quasì infinite, di eQenza_*
Biaravigliose, di utilità incredìbili, in modo che talvolta non era manifesio
loading ...