Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo [Übers.]
I Dieci Libri Di Architettura — Rom, 1784

Seite: 63
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DELLA MATERIA. 6}

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fan.no belli dall' aria ; altri diventai] sempre più duri nelle acque,
e sotterratì son eterni. Per questo alcuni son buoni per tavolo
sonili, perle scolture ed opere de'legnaiuoli ; alcuni altri per
intonacature e per travi; altri a reggere terrazzi scoperti o tetti
son più saldi. L' ontano per palizzate da farli per fondamenti in
fiumi o in pantani, sopravvanza ogni altro albero e sopporta pa-
zientemente l'umore, quando che all' aria o al sole non dura.
Per 1' opposto l'isc-h'ia è impazieutissima dell' umore ; 1' olmo
all' aria ed allo scoperto si rassoda, mentre altrove si apre e non
dura . La picea ed il pino , sé si sotterrano , sono eterni ; ma la
rovere per esfere spessa, nervosa, serrata e piena di picciolissi-
mi pori, che non ricevono l'umore, è attilsima a quaIsivoglia->
sotterraneo edisicio, e comoda, quasi colonna validissima, a reg-
gere grandissimi pesi . Ma avendole la natura dato tanta durezza ,
eh' ella non si può forare sé non bagnata , asfermano nientedi-
meno, che sopra terra è incostante, diventa ritrosa e si torce,
e facilmente poi si corrompe dalle acque del mare . Ciò non ac-
cade né all' ulivo , né al leccio, né all'ulivo salvatico , benché
quefli alberi convengano colla rovere nel redo . La querciaj
non si consuma mai per vecchiaia , perchè essa è di dentro su-
gosa, e quasi come sé forte verde . Il faggio medesimamente ed
il caflagno non si lascian corrompere dalle acque , e annoveratili
sra i primi alberi, che si sotterrano . Il sovero ancora , a ser-
virè per colonne, come ancora il pino salvatico , il moro, l'ace-
ro e 1' olmo non sono disutili. Teofrasto pensa che la noce di
Negroponte sia alle travate ed. a'correnti utile, perciocché avan-
ti che si rompa ne fa segno col suono ; e così già nel bagno di
Andro avvenne che tutti coloro , che vi si trovarono, fuggirono
a falvamento dalla sopraveniente rovina de'tetti . ,-•

Ma l'abeto è di tutti gli altri migliore; perciocché esien-
do elso e per grandezza, e per grossezza fra primi alberi, daj
un suo naturale rigore contenuto non si piega così facilmente

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