Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo [Übers.]
I Dieci Libri Di Architettura — Rom, 1784

Seite: 74
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facsimile
;74 t sì 6 * -D S' E G O N D O

C A P O I X.

Che gli antichi ci hanno lasciate alcune co/e delle pietre
degne di memoria .

NOn sarà veramente fuor di propollto intendere quanta-»
varietà e maraviglia preseritili le pietre, acciocché ciascir-
na si posssa più convenientemente accomodare all'uso suo . Intor-
no a'campi di Bolsena e di Stratone, dicono che vi è una pie-
tra accomodatissìma a tutte le sorta di edine; y alla quale né
fuoco, né ingiuria alcuna di tempi non nuoce mai -, e che man-
tieiisi eterna ed incorruttibile, e conserva più che alcun'altra i
lineamenti delle flatue. Scrive Tacito, che Nerone nel ritto rare
la città guasta dall' incendio , si servi delle pietre di Albano e
de' Gabinj per travi > perciocché quefla pietra non cede al suo-
co. Nel Genovese , nel Veneziano , nel Ducato di Spoleto , nel-
la Marca Anconitana , e pretto la Borgogna1, si trova una pietra
-bianca, la quale si può facilmente segare con una- sega a denti ,
e piallare ancora , e sé non fotte di natura debole e frale, sa-
rebbe fiata adoperata da ognuno ; ma dalle brinate , dal ghiac-
cio e dalle ipruzzaglie si rompe , e non è gagliarda contro i ven»
ti di mare. L'Istria ha una pietra che si- assomiglia assai al mar-
ino, nia tocca da vapori o da fiamme subito si spacca e sé ne
va in pezzi ; il che dicono che medesimamente avviene ad ogni
pietra forte, e masiime alle selci bianche ed alle nere, che non
possòno sopportare il fuoco. Nella campagna di Roma vi è una
pietra limile alla cenere nericcia, nella quale pare che sieno me-
scolati e posti carboni , la quale è molto leggieri, facile a la-
vorarli col ferro, e salda al tutto , e da durare contro a'fuochi
e,contro alle tempesse, ma in modo arida e sitibonda, che su-
bito abbrucia ed inghiottisce l'umidità delle'calcine; sicchè con-
vertiteli quelle in polvere, si sciolgono le congiunture, e l'ope-
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