Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo [Übers.]
I Dieci Libri Di Architettura — Rom, 1784

Seite: 282
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ag2 LIBRO SESTO

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la grandezza del peso , colla quale cingo intomo in luogo acco-
modato la colonna , o altra pietra ; e con certi cunei sonili e
lunghi battuti col martello leggiermente la serro e fermo. Dipoi
aggiungo a detta cintura una legatura di fune come una braga,
ed in questo modo non offendo la pietra con ferrarvi dentro le uli-
velle, né faccio danno ai canti vivi degli stipiti , o limili con_>
cignerli di funi ; oltre a che quefto modo di legare è il più ine-
dito , il più atto ed il più sicuro di tutti gli altri . Diremo più
diftesamente altrove molte cose che a ciò si spettano ; per ora_j
solamente diremo, che gli finimenti sono quali come corpi ani-
mati , che hanno mani molto gagliarde, e che muovono i peli
non altrimenti , che noi uomini facciamo colle mani . Quindi
que' medesimi distendimenti di membra e di nervi, che noi tisia-
mo nel rilasciare -, spignere , raccorre e trasferire , quegli stessi
bisogna che noi imitiamo nelle macchine . Una cosa ti vuo ri-
cordare , ed è che sarà bene , quando tu avrai a muovere in qual-
sivoglia modo qualche smisurato peso, che tu vi ti metta sensa-
tamente , cautamente e con maturo consiglio , rispetto a' varj,
incerti ed irreparabili accidenti e pericoli, che in siffatte facen-
de, suor d' ogni opinione sogliono avvenire anche ai più pratici ;
perchè non te ne succederà mai tanto gran lode, né gloria d'in-
gegno , sé ti riuscirà bene quel che tu ti sarai messo a fare, che
non sia molto maggiore il biasimo e 1' odio della tua temeraria-)
pazzìa, quando il fatto non ti riesca. Di questo sia detto abba-
stanza ; torniamo agli intonachi.

CAPO
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