Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo [Übers.]
I Dieci Libri Di Architettura — Rom, 1784

Seite: 342
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34t LIBRO SETTIMO

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CAPO XI.

Perchè cagione è lene che i tetti di tempj sieno in volta.

IO vorrei che i tempj, sì perchè così si arrecano dietro mag-.
gior dignità, sì ancora perchè sono più durevoli ed eterni ,
fossero quasi tutti in volta1 ; e non so veramente d'onde proce-
da, che non si trovi quasi alcun tempio celebrato , che non sia
caduto-nella calamità del fuoco. Io ho letto che Cambise abbru-
ciò tutti quanti i tempj di Egitto, e che ei ne portò l'oro e gli
adornamenti a Persepoli. Eusebio racconta che: 1' oracolo di Del-
fo fu tre volte abbruciato da'Tracj. Il medesimo trovo io presso
di Erodoto che essendo un' altra volta da per sé abbruciato , fu
da Amali restaurato . Altrove ho letto che fu abbruciato da Fle-
gias in quel tempo nel quale Fenice aggiunse alcuni caratteri di
lettere per i suoi cittadini ; ed arse di nuovo un'altra volta re-
gnando Ciro, pochi anni dopo la morte di Servio Tullio Re dé'Ro-
mani, ed è chiaro che arse ancora un' altra volta intorno a que-
gli anni, che nacquero quei chiarissimi lumi d'ingegno , Catul-
lo, Salluflio eVarrone. Il tempio Efesio su abbruciato dalle Ama-,
zoni regnando Silvio Postumio,, e di nuovo fu abbruciato nel tem-
po che Socrate in Atene beve il veleno. Presso degli Argivi ca-
pitò male perii fuoco il tempio, in quell'anno che Platone, nac-
que in Atene , regnando in Roma Tarquinio . Che diròì-lb "de' sa-
gri portici di Gerosolima .? che del tempio di Minerva a Mil-e-
sio .' che del tempio di Serapio in Alessandria ? che in Roma del-
la Rotonda; e del tempio, della dea Veda; e di quello di Apolli-
ne , nel quale dicono che si abbruciarono i versi della Sibilla? Co-
sì quasi tutti gli altri temp; sono caduti in limile calamità . Dio-
doro scrive che solamente quello , che era dedicato a Venere nel-
la città dì Erice in Sicilia si era mantenuto illeso da tal calamità
sino a' tempi suoi. Cesare scrive che Alessandria non arse per essere
essa- ili volta, pigliandola egli per forza. Han-
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