Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo [Übers.]
I Dieci Libri Di Architettura — Rom, 1784

Seite: 363
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DEGLI ORNAMENTI DE'TEMPJ 363

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alla quale sagrisicassero con, alcuni doni cento sacerdoti . Non_»
penso che sia da lasciare indietro quel che dice Diodoro delle sta-
tue, cioè che gli statuarj di Egitto erano tanto eccellenti coli'ar-
te e coli'ingegno loro, che faceano una statua di un corpo di.
varie pietre lavorate in divertì luoghi, colle commettiture delle
parti talmente finite , che esse parevano fatte in un medesimo
luogo , e da un medesimo maestro ; e con così miracoloso artifi-
cio dicono che fu fatta quella celebratisiima statua d'Apponine
Pitio pretto a' Samj, la metà della quale fu fatta da Telesio , o
1' altra metà sini Teodoro in Efeso.

Quelle cose ho io dette per diletto degli animi, e sebbene
facciano molto a proposito , vorrei nondimeno che si riguardas-
sero come tolte in prestito dal libro che segue, al quale spetta-
vano. Imperciocché non lasciandosi i privati cosi facilmente su-
perare da'Principi quanto alla grandezza delle spese, ardendo di
desiderio per la gloria , e desiderando , per quanto potettero ,
di spandere la fama del nome loro, non perdonarono , per quan-
to poterono, a spesa alcuna , e con ogni loro studio fecero tutto
quello che poterle e l'arte, e la forza degli ingegni e de'maestri, e
contendendo nel disegno e nella magnisicenza de' lavori, coi Re»
ottennero secondo me di non esser loro in tal caso molto infe-
riori. Riserbinsi adunque tali cose al libro che viene, il qualo
prometto che sarà letto con sornaio piacere 5 e torniamo intautc-
a quel che fa al nostro proposito.

CAPO
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