Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo [Übers.]
I Dieci Libri Di Architettura — Rom, 1784

Seite: 366
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}66 LIBRO SETTIMO

tedimene) io non son tale che io le voglia fare di sale, siccomo
dice Solino, che erano soliti di fare i Siciliani, né anche , come
dice Plinio , di vetro , né di oro malliccio, né di argento, non
perchè io l'intenda come coloro che li ricusavano , per essere
nati di terra Aerile e di color pallido ; ma vi sono molte altro
cagioni che a ciò mi muovono, fra le quali vi è questa, che io
mi persuado che si appartenga alla religione , che quelle statuej
che noi porremo da doverli adorare come di;, sieno per quanto
si può limili ad elsi dij. Giudico adunque che gli uomini mortali
le abbiano a fare quanto più possono immortali.

E qual dirò io che sia la cagione , perchè per una ricevuta
opinione da' nostri maggiori si tenga per certo, che in questo luo-
go una dipinta immagine di un Dio ci esaudisea , .ed in quel? al-
tro una statua del medesimo Dio non esaudisea, non che altro, nep-
pure le orazioni e i voti degli uomini giusti ? Che più ? Se tu tra-
muti da luogo a luogo le medesime statue, alle quali il volgo so-
leva portare grandissìma riverenza, non troverai chi più loro cre-
da , o loro faccia voti , come sé esse fossero fallite ; bisognaj
adunque che esse abbiano i luoghi loro stabili, proprj e degnissimi.

Dicono che non vi è memoria fra gli uomini, che di oro si
sia visto lavoro alcuno eccellentissimo , come che il principe dei
metalli si sdegni di esser troppo maneggiato dalle mani degli ar-
tefici . Se questo è così, non è bene che le statue degli dij, che
noi vorremo fare convenientissime si facciano di oro . Oltre a che
alcuni tirati dal desiderio dell'oro più facilmente fonderanno tut-
ta la statua , che solamente la barba essendo di oro. Piacerannomi
molto di bronzo, sé già non mi diletterà più il candore del bian-
chissimo marmo . Ma nel bronzo vi sarà un certo che , che io
primieramente loderò , rispetto al durare assai, purché noi le fac-
ciamo tali, che sia maggiore il peccato nel guadarle che il gua-
dagno nel fonderle per farne poi altro . Sieno veramente tali co-
me sé noi le avessimo fatte coi martello, o di lamine sottilissi-

me,
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