Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo [Übers.]
I Dieci Libri Di Architettura — Rom, 1784

Seite: 392
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LIBRO OTTAVO

più degne che lì altre, di marmo macedonico e di porfido . La
strada che in Bubasti città di Egitto andava al tempio è molto lo^
data dagli istorici, perchè elsa passava per il mercato, ed era la-
stricata di pietre eccellentissime , larga quattro jugeri, cioè quat-
trocento ottanta piedi, e di qua e di là vi verdeggiavano alberi
grandissimi . In Gerosolima, racconta Arifleo , che vi erano per
la città alcuni viottoli stretti, ma molto eccellenti , per i quali
i padri e i più degni camminavano con maggior maestà , ej
quello principalmente, acciocché le cose sagre, che elsi porta-
vano , non fosfero , coli' esser tocche da' secolari , contaminate .
Platone ancora celebra grandemente quella strada , che piena di
cipressi andava da Gnosio sino all' antro, e al tempio di Giove.
Io trovo, che predò de' Romani vi furono due .strade limili, mol-
to eccellenti e molto maravigliose ; una dalla porta sino allaj
chiesa di S. Paolo di circa quindici ssadj , cioè un miglio e sette
ottavi, e 1' altra da ponte sino alla chiesa di S. Pietro di duemila
cinquecento piedi, coperte diportici con colonne di marmo, e
con tetto di piombo . Quelle sorti di adornamenti son molto
convenienti a limili strade . Ma torniamo ora alle strade maeltre.
Delle strade maestre o dentro , o fuori della città, sé io-non
m'inganno, il capo e quali il termine principale è per quelle di
terra la porta, e per quelle di mare il porto ; sé già non fosfe-
ro strade sotto terra, come dicono.che erano quelle di Tebe in
Egitto , per le quali i Re potevano condurre eserciti senza che ve-
runo della città lo sapesie, e delle quali ancora io trovo che vo
n' erano assai nel Lazio predo a Preneste , cavate sotto terra dal-
la cima del monte lino alla pianura con artifìcio maraviglioso ;
ed in una delle quali dicono che morì Mario asfediatovi dentro.
Io trovo che colui, che scrisse la vita dì Apollonio , deserivo
una strada certo di memoria molto degna ; poiché dice che una
donna di Media in Babilonia fece, una strada larga di pietre ej
bitume sotto il letto del siume , per la quale a piedi aseiutti si

poteva
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