Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo [Übers.]
I Dieci Libri Di Architettura — Rom, 1784

Seite: 450
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hanno voluto che sé gli presti grandissima fede . Dicono ancora che
jl numero feì fra i Tarissimi è molto perfetto, come quello che si
compone di tutte le sue parti aliquote ; poiché didatti tutte le
sue parti aliquote , che sono i, 2, z, fanno appunto 6. E cosa
chiara altresì che V etto ha una grandissima forza nella natura del-
le cote . Noi non veggiamo , salvo che in Egitto, che chi na-
sce. nell' ottavo mese viva, anzi la madre che partorisce nell' ot-
tavo mese, e sé le muoja il parto, dicono che ha a morire an-
cor essa. Similmente dicono che sé il padre userà colla moglie
nell'ottavo mese, diverrà il fanciullo pieno di scabbia , ed avrà
la pelle brutta, scabrosa e molto schifa . Credeva Aristotile che
il numero dieci fosse più perfetto di tutti gli altri, forsè per que-
lla ragione perchè il quadrato suo si forma dal radunare insieme
i primi quattro cubi i, 8, 27 e 64 . Da quelle cose si molsero
gli architetti a servirsi di quelli numeri, ma non hanno già pausa-
to ,, quanto al numero pari , il quale destinarono a'vani, il nu-
mero dieci, e quanto ai dispari il numero nove, e massime ne'tem-
p;. Ora. ci resta a trattare del finimento .

\\ finimento predo di noi èrnia certa corrispondenza fra di lo-
ro delle linee, colle quali son misurate le quantità della lunghez-
za,: della larghezza e dell'altezza . La regola del finimento si
caverà comodissìmameiite da quelle cose, nelle quali la natura ci si
morirà più maravigliosa e più degna di essere consederata . Cer-
tamente io sempre più mi confermo nell' opinione di Pittagora,
che la natura sia limile a sé stessa in tutte le sue cose . Diffatti
quei medesimi numeri, per i quali avviene che il concento del-
le voci apparisca gratissimo agli orecchj degli uomini, sono quel-
li fiessi che empiono anco e gli occhi, e l'animo di piacere ma-
rayjglioso t Caveremo adunque tutta la regola del finimento dai
musici, a cui perfettissimamente sono noti quelli tali numeri ; e
da quelle cose inoltre , nelle quali la natura dimofiri di sé al-
cuna cosa degna ed onorata. Ma non andrò dietro a quello

cose,
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