Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo [Übers.]
I Dieci Libri Di Architettura — Rom, 1784

Seite: 464
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4&). LIBRO NONO

«* ■*» -

cose che noi fabbrichiamo sieno ornatissime , e quelle massime
che ognun desiderà sieno adorne ; nella quale specie sono le fab-
briche pubbliche, e massime le sagre, perciocché non vi sarà
veruno , che possa sopportare, che esse stieno ignude di orna:-
menti.

Sarà difetto ancora sé gli adornamenti che spettano agli edi-
ficj pubblici, tu li accomoderai a' privati , o quelli che spettano
a' privati , tu li applicherai alle fabbriche pubbliche, e massimo
sé nella loro specie saranno troppi, o sé saranno da non dover trop-
po durare, come sé alcuno negli edisicj pubblici applicasse pittu-
re malfatte, caduche e fradicie, poiché le cose pubbliche hanno
ad essere eterne. E' ancora difetto assai grave , quello in cui ve-
diamo cadere certi sciocchi, che appena hanno cominciata una.;
fabbrica , che la dipingono , e vi mettono statue e adornamenti in
quantità , onde avviene che queste limili cose son guafle e rovina-
te avanti che sia sinita la fabbrica . Bisogna dunque aver finita^
ignuda tutta la tua fabbrica ayanti che tu la vetta, e l'ultima co-
sa sarà l'adornarla; tanto più che le circostanze de'tempi e del-
le cose , e le facoltà ti prederanno forsè allora da poterlo faro
comodissimamente, e senza alcun impedimento .

Ma io vorrei che gli adornamenti che tu vi metterai fossero
in gran parte tali , che vi fossero impiegate diverse, e più mani
di mediocri artesici. Che sé pure tu ve ne volerli alcuni più ec-
cellenti e più rari come flatue e quadri, quali furon quelle di Fi-
dia e di Zeusi, per esser tenute rarissime, è bene collocarle in_.
luoghi rariilimi ed onoratissìmi . Io non lodo quel Dioceo Re dei
Medj , che cerchiò la città Ebbatana di sette circuiti di mura, e
li fece di variati colori , alcuni rossi, alcuni giallicci, altri co-
perti di argento, ed altri anche di oro . Ho in odio anco Caligo-
la che avea la fialla di marmo, e le mangiatoje di avorio . Lo
case che edificava Nerone erano tutte coperte di ,oro e commesse
di gemme . Eliogabalo fu più pazzo , che mattonò le stanze di

oro,
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