Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo [Übers.]
I Dieci Libri Di Architettura — Rom, 1784

Seite: 478
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478,. LIBRO DECIMO

et ' '

delle wiàni sonò l'apparecchiamento' dejl'e cose ," il provvederle
il muràrie e metterle insieme poco accuratamente, e à caso e li-
mili , ne' quai difetti i poco diligenti e mal considerai! facilmen-
te incorrono,.

Ma i difetti ; che -procèdono' d'altronde , appena-penso io
che si pollano noverare, tanti sono e tanto varj , fra i quali vi è
quello massimo, che tutte le cose sono superate e vinte dal tem-
po , e che i tormenti della vecchiaja sono pieni d'insidie e molto
potenti, né possono i corpi forzarli contro alle leggi della natura
di non invecchiare,talmentecchè alcuni pensano che il cielo stes-
so sia mortale, per questo solo, che elso è corpo . Tutti poi Tap-
piamo quanto porta 1' ardore del sole' , quanto i ghiacci, quanto
le brinate, e quanto i venti . Da quelli tormenti veggiamo i du-
rissìmi salli consumaril, aprirli e infradiciarli , e col tempo ipic-
cariì dalle alfe rupi, e cadere salli oltre modo grandinimi, erovi-
nare con gran parte del monte. Aggiugni a quelli i danni chej
fanno gli uomini agli edificj. Così mi guardi Iddio , come alcu-
na volta io non posso fare, che non mi venga a stomaco , veden-
do-per trascuraggine di alcuni , (per non dire cosa più odiosa t
che direi allora per avarizia) si consente di fare andare a malo
quelle fabbriche, alle quali ha perdonato, per la loro maestà, il
barbaro e l'infuriato nemico , ed alle quali il tempo perverso , ed
ostinato dissipatore di tutte le cose acconsentiva che ancora stasse-
10 in piedi. Aggiugnivi i.casi repentini de'fuochi , delle saette,
de'tremuoti, degl* impeti dell'acque, dell'inondazioni, e delle altre
molte cose, che di giorno irr giorno la forza prodigiosa della na-
tura ne può arrecare non più udite, e fuor di opinione incredi-
bili , colle quali si rovina e si guasta quallivoglia ben' ordinata ej
ben fatta fabbrica ideata da qualunque architetto, Platone diceva
che l'isola Atlantea , non minore che l'Epiro , sé n' era andataj
in fumo . Dalle iflorie sappiamo che Bura ed Elide, una da un'a-
pertura della terra, e l'altra dall'onde furono sommerse, e che

la
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