Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo [Übers.]
I Dieci Libri Di Architettura — Rom, 1784

Seite: 489
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D E' R I M E DJ DEGLI EDIFICJ 48p

dendosi diffatti , che le.regioni dove sono le piogge rarissime »
mancano di acque . La Libia , dicono che sia cosi detta , quali
lypìgìa , perchè vi piove di rado, ed ha perciò gran mancanza-i
di acqua. Dove poi piove assai , che si trovi grandisiìma abbon-
danza di acque chi sarà che lo nieghi? Fa ancora al proposito il
considerarlì, come noi già veggiamo, che chi cava i pozzi, non
trova 1' acqua sino, a; tanto che egli non è al piano del fiume .
Pretto a Volsconio montano castello diToscana, in un profondis-
simopozzo scesero abbatto, avanti trovassero alcuna vena d'acqua,
venti piedi , né l'acqua vi su prima ritrovata, sé non quando fu-
rono al piano delle fontane , che da'loro luoghi dal lato del mon-
te scaturiscono . Il medesimo interviene ne' pozzi de'monti, quali
per tutto. Noi abbiamo provato , che una spugna diventa umida
per l'umidità dell' aria , e di qui caviamo una specie di bilancia,
colla quale noi peliamo quanto sieno gravi e quanto secchi i ven-
ti e l'aria.

Io certo non negherò , che l'umidità della notte non si&j
succhiata dalla supersicie della terra , e che da per sé non entri
ne'pori di esià, e che facilmente si possa convertire in umore;
ma non son già riibluto di quel che io debba tenere per cosa fer-
ma , trovando presso gli scrittorì tante varie cose, tanto diverso
ed infinite , che vengono innanzi a chi considerà limili cose . Ed
è manifefto che in molti Iuoghi-o pertremuoti, o pur spontanea-
mente vi sono nate fontane di subito, e dopo esservi fiate assai tem-
po , in varj tempi esser mancate , alcune nella fiate ed alcuhej
nell' inverno, ed alcune altre fonti, dopo ettersi seccate , esiere
tornate un'altra volta a sgorgare grandissima copia d'acqua. Lej
fontane poi d'acqua dolce, non solamente nascono nella terra,
ma in mezzo alle onde del mare , ed affermano che le acque
escono ancora dalle &e(Ce piante . In una cena isola di quelle ,
che chiamano Fortunati, dicono che crescano le canne all'altez-
za di un albero, e che di quelle che sono nere cavano un sugo
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