Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo [Übers.]
I Dieci Libri Di Architettura — Rom, 1784

Seite: 502
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sa . Gli Tenitori prefèriseono a tutti gli altri siumi il Nilo , per
queste cagioni ; prima perchè esso ha molto lungo corso , e per-
chè fende terreni purilTimi , non difettosi di alcun vizio di putre-
dine, o di contagione di nocivo secco, e poi perchè corre verso
settentrione , e perchè il Ietto suo è Tempre pieno e purgato . Non
si può certamente negare, che le acque che hanno più lungo corso
e più tardo, non sieno meno crude , e per la stanchezza più ette-
rinate, e però diventino ben purgate, avendo lasciata la soma del-
le loro sozzure nel lungo loro corso .

Oltre di questo convennero ancora tutti gli antichi iti questo,
che le acque non solamente son tali, quali sono i terreni, come
poco fa dicevamo ,nei quali esse si mantengono come in grembo
della lor madre, ma diventano ancor tali, quali sono i terreni,
per i quali esse correndo passano , e quali sono i sughi dell'er-
be che esse bagnano , non solamente perchè nello seorrere esse le
vadan leccando , quanto perchè vi si mescoleranno le esalazionì
di quel pestifèro terreno, nel quale quelle cattive erbe sono cre-
seiute . Di qui avviene che le cattive erbe sempre danno acquo
rnalsane . Sentirai alcuna volta la pioggia che puzzerà, e forsè
sarà amara ; e questo dicono che avviene dall'infezione di quel
luogo , donde queir esalazione primieramente svaporò fuori del
terreno ; e dicono che il sugo del terreno , dove esso è di natura
concotto e maturo , produce le cose dolci , e per lo contrario
dove è indigesto, produce e fa amare tutte le cose , alle quali si
applica. Quelle acque che corrono verso settentrione , dirai for-
sè che sieno più comode per esser più fredde , perciocché esse,
per così dire , suggono velocemente i raggi del sole , e da lui
son piuttosto visitate che abbruciate ; al contrario di quelle cho
corrono verso austro, perciocché esfe si gettano da per loro quali
nelle fiamme . Aristotile diceva che lo spirito focoso, che dalia
natura è mesehiato ne' corpi, era ribattuto dal vento borea, es-
sendo esso freddo, e si rinserrava dentro acciò non sé ne andasse

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