Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: IX
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IX

zîone cVegli diraostrò costantemente per co-
desta faticasua (*), ci fa più vivainente sen-

tire

Servîrà a comprovare Ia nostra asserzio-
ne il seguente squarcio cli una lettera che l’Au-
tore scrisse al Fabri nelsanno 1741 sopra que-
sto argomento :

Coloro clie uscir mai non vogliona cla* petrarcliesclii
giardini per prendere un pô d’aria negii orti altrui disap-
proveranno certamente cpxesto . A Dio non piaccia che
io sia innamorato, cli ciò che ò preteso piuttosto cli cor-
reggere che di. scrupolosamente imitare, e che non veg-
ga la distanza che v’à tra Petronio e Virgilio . Io ò ve-
duto perô condannar questo poeta con troppo rigore, e
ne c') preso la difesa, benchè in molte cose il condanni io
stesso Io fo per avventura come que’ mariti che dicono
essi stessi ogni sorta di male della lor moglie-, ma non
patiscono ch’ altri ne dica . Noi di concettisti e lnssu-
riosi siamo ora divenuti in Italia più rigidi contro Ie
frecldure clie qualunque altra nazione del mondo . Chi
è stato prodigo e diviene poL avaro, lo è molto più di
cmalsivoglia altro. Iddio sia lodato della conversione no-
stra . Ma temo forte> che siccome qualunque cosa che
non è al certosino permessa dalle' severe' istituzioni clel
suo ordine è da lui recata a peccato,, cosi qualunque
espressione che non sia contenuta ne’codici del trecento
paja frecldura a’rigidi nostri petrarchisti..

Do
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