Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: XXX
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ventù . Rivolse cosl per molti anni gli esemplarî
greci e latini, notando e trascrivendo da quelli per
uso suo i sentimenti più nobili , e Ie imma-
gini più belle : della quale laboriosa industria sono
pieni moltissimi suoi manuscritti , specialmente
delle cose tratte da Omero . Studiô Yirgilio con
indefessa applicazione , e non ebbe timore di af-
frontare la fama di Annibal Caro ; sicchè riscon-
trando quella sua tanto celebrata ti'aduzione col
divino poema , non ne scoprisse e pubblicasse i di-
fetti o non veduti o non notati da altri per l’ad-
dietx'O . Nutrito cosi il conte Algarotti dello spiri-
to de’ primi padri della poesia, che gli furono ca-
ri per tutta la sua vita , e pieno naturalmente di
fervida immaginazione , rivolse l’animo alla lirica
poesìa , nella quale trasportô felicemente le grazie
delìe predette due lingue, come si puô vedere dal-
la imitazione de’ più chiari scrittori , la quale ri-
luce in tutti i suoi coihponimenti . Non ci è rima-
sta prova alcuna del suo ingegno nella lingua lati-
na, nella quale pure sappiamo , che si dilettô di
scrivei'e negli anni giovanili ; dacchè il Zanotti lo-
da molto un’ elegante sua elegia, di cui non si tro-
va altra memoria . Ma nell’italiana ascese egli a
quella sublimità di stile , a cui il volo della più
calda fantasia congiunta al calore delle più vive fi-
gure puô elevare un intelletto secondo di filosofi-
che idee . La lirica poesia italiana riscossa da quel-
la barbarie del secolo passato era ne’primi anni
del conte Algarotti venuta in potestà di due gene-
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