Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: XXXI
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0073
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XXXI

ri di poco felici scrittori ; e questa sua condizio-
ne dura tuttavia , se si eccettuano poclie penne su-
blimi, che il vero spirito di lei per le principali
città d’Italia mantengono ancoravivo nelle orna-
te scritture - La prima cîasse è di quelli, clïe imi*
tando freddamente e senza santasia lostiîe deldol-
cissimo Petrarca principe de’ lirici , e riproducen-
do i suoi stessi pensieri col variato giro delle sue
parole, delle quali sono più solleciti che delle
cose , non sanno levar da terra le ali invischiate
ne’rimarj, e cadono nel vizio deli*imitazione ser-
vile , sotto la quale si asfannano di ravviluppa-
re come proprj i sentimenti del cuore altmi con-
îro la naturalezza e la verità , che gli scopre . Fu
questo il difetto d’una parte degli scrittori del se-
colo XVI. che tolta in mano la pietosa cetra dei
Petraçca piangevano i di lui amori credendo di
piangere i loro proprj ; onde non hanno altra lo-
de , che di puri, diligenti, e copiosi versificato-
ri . L’altra classe è de’nostri poeti indocili, e im-
pazienti d’ogni imitazione, i quali aspirando alla
novità , e a nome famoso , scostatisi dagli orti pla-
tonici, ne’quali il Petrarca cokivô e nutri l'amo-
rosa metafisica , hanno allargato e rotto il freno
dekfantastico ingegno, e abhandonando la lingua
tersa e gentile , rinnovano coile îoro composizio-
ni che chiamano pindariche , il secolo di Nerone
coi sensi contorti, colle immagini orientali, e col-
îe tumide bomhe derise da Persio , le quali se si
spogliano del numero strepitoso e sonante , riman-
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