Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: XXXII
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0074
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XXXII

gono volgare e bassa e bai'bara prosa ; ma tuttavia
per la ragione della falsa maraviglia non lasciano
di percuotere il volgo, e di generare queH’ammi-
razione , che viene più eccitata dall’ aspetto dei
giganti , che degli uoinini di regolare statura .
E questi moderni poeti , volendo ad ogni patto
parer dotti e fllosoflci, dimentichi che la poesia
è sorella della pittui'a , fanno xxelle loro scritture
consusioni di molesti vocaboli di meccaniche d’al-
gebre e di geometrie , quasi volessero a bella po-
sta non le idee asti'atte rendere sensibili, ma
le sensibili spogliai'e di corporea sembianza, e
rendei'le asti'atte ed oscui'e : la quale oscurità ope-
ra effetto contrario all’ intenzione del poeta ; il
quale cosi , rappresentando cose sterili e vote
d’immagini , non puô destai'e affetto e sentimen-
to nessuno , corne nol desterebbe il pittore , che
mosti'asse in arida tela i nudi segni dell’abbaco.
II conte Algarotti , conoscendo il difetto di que-
sti due generi di poeti , e volendo dietro le or-
me de’ chiari e giudiziosi scrittori tenei'e il mez-
zo fra la pedestre timidità de’primi, e i preci-
pitosi voli de’secondi , per una parte studiô nei
libri di Dante , del Petrarca , e degli altri padri
dell’ ottima poesia , la lingua e la Jpcuzione ter-
sa e purgata , e lo stile facile e corretto ; e per
1’ alti'a contenne dentro i confini del vero poeti-
co l’immaginativa, ch'egli aveva naturalmente ra~
pida ed elevata . Non piacendogli di seguire le
drammatiche invenzioni di Platone sopra 1’ amo-

roso
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