Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: XXXIII
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XXXIII

roso argomento , clie aveva stancate le penne di
tutti i poeti lirici italiani ,J e ch5 egli toccô so-
îamente per gioco in qualche sonetto nella pri-
3na gioventù , nè volendo dipingere dietro il mol-
îe canto de' lirici latini i letti geniali, i premj ,
e i dolci surti , e le asfannose querele , e il di-
sperato abbandono de’ miseri amanti, rivolse l’in-
telletto ad argomenti morali ed istruttivi, ch'egli
trattô nelle sue epistole in versi sciolti , sra le
quali ve ne ha due sole di soggetto amoroso . Sic-
come più degli altri autori latini imitô Orazio 9
e i suoi voli felici ; cosi s’ incontrano frequente-
mente nelle predette epistole digressioni pari a
quelle , che il Lirico latino trasse da Pindaro ,
e dagli altri fonti greci, e che il conte Âlgarotti
eeppe usare con si mirabile destrezza , e con si
leggiero piegamento di stile , che una similitudi-
ne, o una parola sola gli basta per passare da!
secco fondo del soggetto narrativo a nuove idee,
e a nuove descrizioni, îe quali pare , che neces-
sariamente dipendano dallo stesso soggetto . Que-
sta maniera tanto familiare a Pindaro , a Callima-
co , e agli altri lirici greci , e fra i latini ai tre
Elegiaci, e ad Orazio , rna trascurata dai nostri,
Jfino al Chiabrera che felicemente la tenne itl
qualche oda , fu seguita dal nostro poeta nelle
sue epistole , e fu da lui negli altri commenda-
ta e lodata . Perciô fra i poeti oltramontani del
suo tempo ammirô egîi altamente le poesie del
cardinale di Bernis, che nella sua giovinezza cou
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