Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: XLIV
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0086
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XLrlV

La undecima ad Eudosso basta a provare, che
lo stile del conte Algarotti , quanto è sublime
ed eroico nel cantare argomenti gravi, altrettan-
to è molle e delicato nell’esprimere i teneri af-
fetti del cuore . Contiene questa epistola la pit-
tura d’una bella giovine, clie si avviene nel suo
amante in mezzo d’un frondoso boscbetto tacita,
e cogli occhi chinati a terra, accompagnata dalle
Grazie, e dalla pietà . L’allocuzione , che fa il
giovine all’ombrosa foresta sacra adamore, el’in-
vocazione delle Ninse , e del Genio del luogo ,
è si piena di dolce amorosa passione, che si puô
dire con verità esser degna della penna. del te-
nero Tibulio questa soave canzone , della quale
ecoo gli ultimi versi :

Doice 'vîale, eternamente serba
Di cjuel doice secreto rimembranza :

Serba mai sempre del bel fianco V orma,
Asiio di piacer , tempio di pace .

A te gii eletti s'uoi conduca Amore,
Quomdo 7iel bei disordine d’uji volto
Ei mostra iî prejnio all' ajnorose pene,

Ë di taluna in sua virtù sicura
XIna cara vendetta ei prender muole .

Oh ! fortunati voi, per cui crescendo
Sojgono al ciel le avventurose pîaiite,

E confondono insieme i ra.mi, e V ombra,

Nella duodecima al conte Gorani si lagna della
decadenza della buona poesia in Italia, e ne ad~

dita
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