Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: XLV
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XLV

cìita le cagioni. Loda Dante , Orazio , e sopra
tutti Omero , e raccomanda la lettura de’greci,
e lo studio della scienza naturale . Nel fine dell’
epistola il conte Algarotti senza avvedersi d’esser
egli il poeta , che accoppiava gl’ insegnamenti
della filosofia all’ardire ed alla dolcezza de’ver-
si, sece per altri i voti , clie si erano già adem-
piti in lui stesso .

Ah ! sorga anche tra noi tal, che del vero
Siegiia le helle scorte aiidace e saggio,

Che sparga fiori, e asconda frutti a un te?npo
Ne'dolci versi, ed anco îtalia u?i gior?io
D' un poeta fdosofo sia hella .

Nella decimaterza scritta a M. de Voltaire loda
quel letterato , la nazione srancese , la città di
Parigi, Racine, Cornelio, Moliere, M.de Chastel-
let, Madama d’Aiguillon , Madama du Boccage,
e il duca di Richelieu ; indi tocco dalla pietà del-
îa presente infelice condizione delle letttere, e
delie arti fra noi, si rammenta con dolce passio-
ne dell’Italia , madre de’Colombi , de’Galilei ,
de’Petrarchi, de’Palladj, de’Rafaelli , e di tanti
famosi dominatori d’Europa . Palesa poi il suo
desiderio di riveder Parigi ; e come quest’episto-
ja fu scritta in Dresda, cosi il Poeta non si la-
sciô ssuggire la circostanza del soggiorno del du~
ca di Richelieu in quelia città all’ occasione delle
nozze della Delfina, e si aperse il campo ad in-
trecciare in questa composizione le lodi di quel-
la immortal principessa in que’versi:

Per
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