Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: XLVI
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0088
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Per lui di plauso risuonar pur queste
Sponde delV Elba, e sospirar le dive »
Qua?ido egli ve?i?ie d'Ime?ieo seguendo
JLa chiarissima face, e a lui su dato
Guidare in F?'a?icia di Germa?iia il fiore9
Colei, cui Varti sue Pallade diede t
11 ci?ito Citerea , Giiuio il decoro ,

Cui sorride Lucùia ; e per la nuova
Prole d' eroi gici si fa lieto il mondo .

Nella decimaquarta a Marco Foscarini Proctira-
fcore di s. Marco , e istoriograso della Repubbli-
ca , che fu poi doge, s’ istituisce una contesa dî
preminenza fi'a Yenezia, e Firenze , opponendo
i’una all’altra i suoi uomini illustri, nella qual
contesa resta superiore Yenezia; e rimanendo all’
emula sua il pregio dell5 italiana favella, il Poe-
ta dice, clte anclte in questo Firenze le avrebbe
ceduto, quando Marco Foscarini avesse pttbblica^
ti gli aurei suoi libri della Veneta letteratura,
î quali ora sono già pubblici, e noti al mondo.

La decimaquinta a Lesbia è un’ epistola amo-
rosa, clte spiega i sentimenti d’ un gicvine fede-
îe, cbe dopo quattro anni di lontananza rivede
per la prima volta la sua amante non d’ altro
adorna , che della pura sua bellezza naturale , ïa
qttale il Poeta contrappone ai liscj, ai nei , e agli
altri artifîziali ornamenti delle ninfe della Senna .

Nella decimasesta scritta da Venezia a M. Vil-
îiers ambasciatore inglese alla corte di Berlino,
il quale fu poi mylord Hyde, il Poeta canta i pre-

gi
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