Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: LXXIII
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LXXIII

dì una nazione , traducenclo u?io Spartano, um
çertain Spartanus non ostante il testo di Vege-
zio, che dice Lacedœmonium ; ed ha curiosamen»
te trasformati alla pag, 202, i due celebri pittori
JDossi in due schiene, delle quali egli poi vor-
rebbe con molta cortesia sare un dono a Miche-
langelo a Rasfaele e a Tiziano , parendo a lui,
che ne abbiano gran bisogno . Ecco i versi dell’
Ariosto citati dal çonte Algarotti ;

Due Dossi, e tjuel che a par sculpe e colora
Michel, più che mo.rtal, Angel divino ;
Bastian , BaJJ'ael, Tizia?i, che otiora
Won men Cador, che cjuei Menezia e Urbitio %

La traduzione è questa ; Michel-Ange, cet ar-
tiste , cju on peut mettre plutôt au ra?ig des
dieux, cju’à celui des hommes,. et cjui excella
egalement dans la peinture , et dans la scjiI-
pture, auroit besoin de cleux dos pojir soutenir
tant de louaJiges , II est de jnëme de Raphael
et de Titien, cjjie Menise , la Pieve di Cadore,
et Rome honorejit et réspectent, E in ciô è da
rifiettere, ch’essendo la versione di quattro ver-
si soli , cosi per giusta corrispondenza contiene
quattro. errori ; poichè oltre quel solenne, che ab-
biamo indicato, ve ne sono altri tre: ii primo è,
che il tracluttore ha creduto, ciie la parola ojio-
ra si riferisca in senso attivo ai luoghi, quando
si riferisce alle persone ; il secondo è s che ha can-
giato fuor di proposito Urbino in Roma, quan-.

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