Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 4
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0190
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Tirsi, se non fédel, se non costante (4)»
Dura fu certo la tua prima etade- ;

Fior , che all’aprire il crüdo gelo e’l yerno?
E combattero i scuri nembi allora
Che fra raro drappello in erina riva
A1 vulgo ignoto , e tra’ mortali ascoso,
Appena di toccar 1 a lira osavi,

Che ti pendea dall’omero dogliosa «

Per tema pur di non scoprirti dio .

Ma fusti poscia infra i celesti assunto,

L’ oracolo de’ regi, il dio dei carmi.

Dell’ aureo cocchio a te Giove la cura,

A te diede fugar îa tenebrosa
3N"otte , e allegrar, sol che tuappaja, il riiondo*
A1 raggio tuo fecondo omai risorge
Dal secco stelo il hor dell’ arti belle j
Qual del Tevere in riva ai di sereni
D’Augusto, e di Leon la terra empiero
E i secoli di poi d’ eterno odore.

Srugô la trista fronte, e il petto aperse
A insolito piacere, a nuova speme
Eilosofia , e in sull’ atroce volto
Di Marte ancor strisciô di riso un lampo (5)<<
Tardi deh ! tardi del nativo cielo
V oglia ti prenda, o Nume (6): esser più tosto
Hestitutor del secolo ti piaccia,

Astro felice a questa notte scm’a,
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