Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 16
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Ai padri sia che troppo onor tti paghi.

Ma per ciò del Guarini i molli vei’si,

Nè la nobile tuba di Goffredo,

Nè la cetera d?or, vita d’eroi,

Che da Pindaro in dono ebbe Chiabrera (21),
Nè te udir non dovremo, armonioso
Nuovo cantor , che dall’aonie cime
C011 la ricca tua vena il Lazio bei? (22)

E dovremo soltanto i nostri mari

Correre, e non dovremo anche per l’acque

Inglesi, o Franche alzar la vela arditi,

Nè il latino ocean tentar nè ’l greco,

Donde ignota fra noi parnasia merce
llecar poi vincitori ai toschi lidi,

E il sermone arricchir patrio ed il canto ?

O di servile età povere menti !

Nulla dunque lasciar Petrarca e Dante
All’industria de’posteri e all’ingegno? (23)
Dunque fra noi la lunga arte d’Apollo
Perfetta surse in rozze etadi, in cui
L’ arti, che pur di lei sono sorelle ,
Giaceano ancor neli’ unnica ruina ?
L’indotto Cimabue scarno ed esangue
Era Apelle a quei giorni : il duro bronzo
Fra le mani a Cellin le molli forme
Non avea jireso ancor, nè ancora avea
Michelagnolo al Ciel curvato e spinto
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