Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 23
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0209
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Ma tu d’aureo saper pascî la mente,

E tu ne togli o ne sopisci i mali,

Onde all’ uorao talor noja è la vita,

Rugiada dolce, e nettar dolce e puro
Per bearne dal ciel piovuto in terra (35).
Non insana discordia o cupo orgoglio,

Non falso onor d’ ignobil ozio üglio
Torse colui, che in te poteo lo sguardo
Mortal hsare , o diva , e te conobbe .

Oh ! chi mi leva a volo, e chi mi posa,

Ove il più nobil seggio in mezso a eletto
Stuolo di saggi cli locar le piacque (36)?
lo veggo già la tremola marina;

Le verdi piaggie io yeggo , e i bianchî scogli,
Che il nero flutto intorno urta e flageila ;

E mille navi e mille il regio fiume
Veggo coprir sino al marmoreo ponte.

Salve , o beata oltremarina piaggia,

Salve , terra felice, o dagli dei
Amata terra . A te produr fu dato
Colui, cui diè di propria man natura
Le immutabili leggi , ond’essa l’ampio
Regge universo , a lui solo cortese,

Piitrosa agli altri . Ei ne fa parte al mondo,
Che prima si giacea pien d’ alto errore ;

Egli i fonti ne schiuse in prima intatti,
Donde di verità si larga yena
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