Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 25
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0211
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1 capri salteilar , cozzar insieme ;

Ferse egli è allor , che d’Elicona i sacri
Eterni allori entro al pensiero io veggio ,

E nniovo lungo le clolcissim’acque ,

Ond’ha tal sete ogni anima gentile .

D’Amarillide i nomi e di Glicera
Risuonan ivi , e quel di Lidia, e i versi
Caldi d’amore , ond’ancor Laura è bella .

Là gli errori cantar sento di lui,

Ond’ebbe de’Piomani il gentil seme
L’alto principio ; e rpia lo sdegno acerbo,
Che agli Achei fu cagion di tanto duolo (41)-
Quivi in orrevol vesta, e in alto seggio ,

Io veggo Fracastor, che con la cetra
Da lui temprata all’aureo Tebro in riva,

Da qual parte il sotfil contagio venne ,

Canta in bei versi, e in cquali parti in pria
Ei portè tra le genti il suo veneno :

Orribile venen , che il più bel fiore
Dell’uman germe, allorch’ ei frutta , uccide ;
Che della vita il mel volge in assenzio,
Turba e contrista de’piaceri il fonte .

O buon vate Peligno , o Safso , o voi
jNati a tempi miglior ! pria che un immenso
Mare solcando , per ignote vie
Andasse in traccia d’ un novello mondo
L’avarizia d’Europa, e l’ardimento.

To: I. C
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