Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 27
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0213
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd1/0213
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
E mostra al Lazio i salutevol rami (4^) •
Airarmonia di quegli eletti versi,

Ch’ ella stessa dettava , ed ei gli scrisse,
Tiene silenzio la foresta intorno ,

Nè l’aura mormorar, nè batter foglia,

Nè il garrir pur si sente d’un augello.
Marone, e Sannazzar pendono intenti ;

Cede già l’uno i primi onori, e l’altro
Novellamente a dubitarne impara .

Felice il mondo allor, che di natura
ï bei secreti ai culti carmi ordisti,

O fisico gentil, per cui divenne
IJtile e dolce insiem l’arte d’Apollo,

Picciol tempo fra noi ti vide il mondo,

Che di te posseder degno non era.

Ma forse anco dal cielo udir potesti

Con qual pianto, e quai grida all’aure, all’onde,

Alle stelle , agli dei, cigno canoro ,

Le cento figlie del padre Benaco
Del tuo ratto fuggir tiitte si dolsero .

Egli al Mincio negè l’usata vena,

E per lo dtiol sotto il profondo stagno
II glauco capo , e l’urna immensa ascose »

Te di Naco le rupi, e di Briano
Chiamaro i sassi, e te chiamar le selve i
Te la grand’ombra del dotto Catullo
Entro il sacro silenzio della notte

C s
loading ...