Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 29
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0215
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Dispensa i giorni, e le stagioni, e gli anni (44)-
Quinci nel folto più m’imbosco , ed ivi
La scorta di colui sieguo > che pieno
Ha di geometrìa la lingua e 1 petto ,
Ovunque egli mi guidi, od ei mi venga
Nel tranquillo oceân del voto immenso
Mostrando intorno al soi curvar sue vie
Dai nümeri frenate alfine anch’esse
Le indocili comete (45), o i fiammeggiants
Tinti a vario color dell’aurea luce
Sentier m’additi, o dentro della notte
Ei mi metta dei tempi, allorchè fece
Giasone al mar del primo legno olîraggio ,
Che dovea appresso navigare in cielo (46) »
Felice chi poteo scoprir le occulte •
Cagioni delle cose ; e tu felice,

Eustachio mio , ch’Urania ella medesma
Su per Faurata sua di stelle adorna
Magion conduce , e cose a te disvela,
Ch’a mortal guardo insino adi or fur chiuse ï
A sè perô Fanimo tuo non tenne
Urania volto si , che le sorelle,

A eui sformato in nuove foggié il visd
Aveva un tempo il marinesco liscio ,

'Tu non tornassi ai loro primi onori ?

E non rendessi lor l’antico alloro ,

Ed oh ! qual folto stuol di bianchî cigni $

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