Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 34
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0220
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Presso al Tidone Fonorata chioma ,

Con tua pace il dirô , per ogni clima
Puote allignar, per ogni suol lo sparse
Più largo il cielo , e forse men cortese .

JNTon solo Ibero , 0P0, Danubio , o Senna,
ïl biondo Tebro , e Fargenteo Tamigi
Yanta i suoi Giulj, e i Malburughi suoi î
Dal meotico fango uscio tal prode ,

Onde afslitta fu Roma, e ancor ne piange (51)
Ma alcun sacro giammai di là non surse
Canoro cigno ad allegrare il mondo »

JNasce appena un Omero a diece Achilli.
Sovra ogn5 altro terren, caro alle muse
Fu certo il nostro : ivi non tarda il gelo
I iiori delF ingegno, e non gli uccide
Troppo vicino il sol. Ma già per questo
La bella Italia mia , madre feconda
Di sonetti oggidx, nutrir non creda,

Quanti verseggiator, tanti poeti.

J\Ton battuti sentier , non bassi stagni ;
JNTovelle vie , acque profonde e cupe
Son da tentar, se di poeta al nome ,

Ed aver seggio in Elicona aspiri.

Poteo Dante cosi poggiar sul monte
3) Con quel savio gentil, che tutto seppe ,
Cosi quegli, che tanto a Mecenate
Fu caro un tempo, ed ancor vive e spira ,
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