Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 35
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0221
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Caro non meno a ogni anima gentile ;

Cosi prima d’ogni altro il grande Omero ,
Ch’ebbe poi tempio nella culta Smirne,
Non sien barbaro gergo a chi le cime
Vuol vincere di Pindo i bei sermoni
Dei popoli, ch’Europa empiono, e il mondo
Di lor gloria e poter : volga la notte,
Volga sua mano il di le greche carte,
Conserva d’ogni bello (52): a lui non sia
Quello ignoto , che in ciel de’bei secreti
Di natura scoprio , quello , che in terra
L'itala industria , ed il britanno ardire.

Sol passa il verso a eterna vita aîlora
Che d’eletto saper balsamo spira.

Dopo i tempi felici di Leone,

Che l’arti greche in Vatican ripose
Dalla turca barbarie fuggitive ,

Non guari volse il ciel, che lo Spagnudîo
Venuto d’oltremar d’Italia ai danni
Col caldo ingegno cordovese a noi.

La iperbole recô , le sottigliezze,

Che col gioco stranier ne parver belle,

Serpeggiô tosto il contagioso morbo

Per ogni lato , e crebbe : apparve il vero

Aîle torbide viste de’poeti

Simile al falso , e per la nebbia apparve,

Ch’alzossi in Pindo, ogni pigmeo gigante *
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