Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 36
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0222
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Gli occhi molli di pianto , umidi soli
Furo bentosto ; d’ingegnosi motti
Fu lo strale d'amor pungente e acuto i
E soffìò il Caro entro alla grave tubâ
Del severo Maron freddi eoncetti.

Giacque la bella poesia fra noi
Lunga stagion cosï « Ma pure Apolio
ïnverso Italia sua lo sguardo volse, '

E ingegni vi destô del vero amici ,

Che le smarrite vie segnate un tempo
Dai migliori mostraro > arditi incontro
L’error pugnando ; e del Permesso in riva
Ebber già un Galileo le muse anchJ esse.
Felici noi > se la volubil ruota
Del gusto ha di fermar forza il sapere ,

E se un error fuggendo in altro errore
Non si cade per noi (53). Dee buon piïota
Da ogni scogiio lontan tener sua via ;

JN"è per temà del mar radere il lido (54).
Scrittore, o tu , che d’ogni menda ischietto
I plausi avrai d? un Pergamini e il voto ?
Puro bensi > mà imitator servile ?

Già vita non avrà tuo debil canto ,

Che nato appena intisichisce e muore «
Poetica tignuola d’ un sol libro,

Che lasci il meglio, e del peggior ti pasci
ïu ne vai ricantando in stil no/oso
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