Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 37
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0223
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Cose cantate già clegne cVoblio;

E scaldarne presumi a quel tuo fuoco ,

Per cui la state agghiacci, e sudi il verno ,
Che allentar non porian cluo vivi fonti,

!Non Tanalstro oTesin, nonfaggio o abetc(55),
Qual siecle il rigattier nel sozzo ghetto
Fra sue ciarjte , e rnisura , e frappa , e cuce
ïntento a suo lavoro , onch ei rintoppi
Da più vecchie giornée farsetto o sajo;.

Tale costui cli suo Paxmaso in cima
Cerca , scrive, distorna , e alfln rappezza
Da un rancio canzonier sonetto o stanza.

Ma, v.inca il vero, aman talor levarsi
Fuor dell’usate vie, che lungo 1’acque
Segnô cli Sorga ai nostri vati amore : '

E gli ori, e gli ostri a terra sparsi, e un biondo
Pieciso crine , oncl’ ebbe invidia il sole ;

E rivestite a brun le tracie donne,

E armato ai danni d’Asia ùn nuovo Achille
Pongono in carnpo, ognor che il mondo reo.
Fugge e gl’inganni suoi, e ognor che il mondo
Fla cuore d’asfrontar nobil fanciulla.

Tai cantilene lor spesso intuonare

Tu ben gli udisti ; e forse ancora il nuovo,

E magnihco stil mosseti. a riso :

Ma ben poi so , che con clisdegno vecli,
Gorani raio, che sitibondi d’oro . .
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