Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 38
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0224
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Belle muse miiiistri i sacri ingegni
Sono più , che d’onore . A qual di laudi
Meno è degno, a lui pur ne fan corona ?

E lo mettono in Pindo, ov’ ei le labbra
Dell’ambrosia immortal satolli, e tinga j
D’ uno spirto gentil trasfico indegno,

Che l’artehce e l’arte disonora .

Nè qui l’invida satira ricanti :

Che in questa etade d’ogni orgogiio piena
Vota d’ogni valore, invan bramoso
Sovra l’arco teban stassi lo strale,

Che già segno non è dove percuota.

Forse che assiso in Vaticano il mondo
Un PonteHce dotto ora non bea
Coi degni esempli ? e non guerreggia sorse
À difesa d’Italia il sardo Eroe,

Ond’ ella rinverdir sul crine antico
Già vede i lauri suoi, già sente al fianco
Suo ferro trionfal, nè più col braccio >
Arrossisce pugnar d’estranie genti,

5) Per servir sempre o vincitrice o vinta?

E non son questi dell’ ausonie muse
Nobile segno al canto ? Ivi ei s’innalzi^

E dai carmi non fiiiti al ciel soave',

Util volga alla terra aonio incenso (56).
Benchè l’asta non tratti, o ruoti il brando >
La îromba impugna Fanimoso vate;
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