Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 41
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0227
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Quivi ognî arte si asfma e ogni opra bella ,
E quivi ogni bel fior sboccia dJ ingegno .
îgnobile città , che a poche leghe
Stenda i’ombra e l’impero , indarno speri
Aver tra noi di gentilezza il grido .

Quale col rotolar , qual coll’ urtarsi
If una con Taltra vieppiù lisce e terse
Fansi le pietre , ch’un torrente alpino
3N”e mena in basso ; tale è degl’ingegni,
Che in seno accoglie una città reina :
Dove ancor del sapere, e della scelta
Urbanità la critica ügliuola
Dà lor simile a ruota il più bel lustro ,

E i più vivi color dal sen ne trae .

Cosi tra voi quel nuovo Flacco surse ,
Quello dei Greci emulator Racine ,

II sublime Cornelio , e il buon Moliere
Della vita gentil Solone arguto .

Tale era Roma anzi quel tempo amaro,
Che sovra lei passô l’ira de’Goti,

Quando Tullio d’Arpino , e a lei Catullo
iVenia dall’acque del Benaco azzurro ,

E più degna ne fean la sacra via ;

Quando leggi costumi arti e favelia
Dava aile genti in Campidoglio assisa .
Oimè ! qual sei da quel di pria disforme ,
Italia mia ! che neghittosa , e quasi
To: I. D
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