Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 42
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0228
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Te non tocclii il tuo mal, nelFozio Tormi
Fra i secchi lauri tuoi serva e divisa :

Nè Y arti belle e gli onorati studj,

Onde Grecia emulasti, or più non sono
Tua nobil cura, e tuo più dolce impero .

E pur dal seno tuo lacero ancora
E dell’ira barbarica ancor tocco 5
Surse il signor dell’altissimo canto,

Petrarca surse ; e sursero gli audaci
Colombo, e Galileo : l’uno novelli
Mondi in terra ne aperse , e Taltro in cielo
Pailadio , Rafaello , ed altri cento
A te fabbri d’ onore : e tu pur desti
Sulla Senna, sull’ Istro, e sullTbero
 qaxei popoli re , ministri, e duci.

Bollono di virtù gli occulti semi
Ancora , è ver j ma l’ozio vil marcire
Ne gli fa ciecamente , e in faccia al sole
Non ispunta di gloria o ramo o foglia.

II poetico suoio ancora io veggio
Yerdeggiare qua e là d’erbe e di piante ;

Ma idonea cura, e buon cultor vien meno,
Ghe sterpi il loglio, e îl frondeggiar corregg
Troppo lascivo : o per difetto d’olmo
Vedove giaccion molte viti a terra,

Ghe lieti renderiano , alto poggiando,

Di vendemmia spumosa i tini, e î’anno t
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