Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 47
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0233
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4r

A leî rammenta, e va dicenJo , coine
Per lui s’aizano al ciel le regie nioli,

Le cui forme addoppiar si mostran vaghe
L’acque dell’Adria ; e come già per lui
Più mirabile fu l’opra de’numi.

Or quali e quanti incontro a quest’ un pone
L’ adriaca Donna, che sx furon dotti
D’esso Yitruvio a maneggiar la sesta?

Gli Scamozzi, i Michieli, e i Falconetti
Y"edi, ella dice ali’altra, e lui che i brunî
Colli che di Retron stannosi a specchio
Tutti ingemmô di biancheggianti ville,

E formô di Yicenza un’alti’a Atene .

Nè degli altri suoi ügli ella non tacque „
D’un’Apelle, d’un Panhlo , d’un Zeusi ;

Se Fidia l’altra, Sostrato, e Timante
IJniti vanîa in un suo figlio solo .

Ben un , per cui alla bilancia il crollo
Dar si crede Fiorenza, è quel Lincéo
Suo magno ixglio , e vincitore il chiama
Di Yinegia non men che di Sîagira.

A îal nome Yinegia in sè raccolta
Contenta è a dir , che in le sue dotte sedi
Padoa nudrillo , e dalle nostre torri
îl novello occhio suo rivolse al cielo .

La bella gara ognor cresce e s’accende :

E qual delle falangi era costurne

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