Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 52
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0238
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5z

Ei dappresso agli iddü delFalta Roma (71)
Ânimoso ai desir spander ie vele.

Ma dal genio di Socrate ammonito,

Timido saggiamente ei le raccolse ),
Non altro in cuor che libertà volgendo,

D’ ogni anima gentil delizia, e segno .
Dunqne quand’ei dai romorosi flutti
DelFampia Roma a sua villetta approda,
Tutto raccoito entro al pensiero , i versi
Ta meditando (y5), ed alla cera tardo
Poi gli consegna ; i versi eletti e forti,

Che risuonano ancor. Che se Talia
Me non cessa a chiamar, se me fortuna
ITon guardô bieca al nascer mio ; nel gregge
Dovrei dunque di loro andar confuso,

Che tal di sè lassar vestigio in terra,

3j Qual fumo in aere , od in acqua laschiuma?
AIi no , Signor, teco xni giova i modi
Tentar del Lazio sulla tosca lim (74)?

E non dell’oro per la cuj>a fame
Yivo morirmi, e intisichire in coi’te,

Parlar di. nulla, e con ridente volto
Celar la noja interna, e 1 cuor mentire «
Pure a creder non hai, che con un grave
Stoico sermone uscire a campo io voglia,
Quasi un terzo Caton dal ciel caduto (j5)î
Rensi, che in mente ho del corsier Fistoria,
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