Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 54
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0240
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Con Baltîraore mio, britanno Ulisse,

Cupido di mirare il nuovo nido,

Çhe di Finlandia infra le sirti aprio
Âlsindustria al commercio ali’arti belle
IlrussoEroe. ch’or nell’Elisio spazia
Tra il placido Solone , e’l bellicoso
Figliuoì d’Iiia e di Marte ; ed è ben degno r
Che a dir di lui surga un noyel Plutarco.
Ma non sempre , Signor, le vele ai venti
Dispiego ^ o sciolgo ai corridor la briglia.
Talora a’piè dei verdeggianti colli
lo pur rni rendo a me medesmo (y8), ov’ebbe
Livio sua culla ; e sua tomba Petrarca.

Qui appena il sol la bella faccia fuori
Mette del mar, ch’iosorgo, scrivo ? edetto,
O il già scritto d'istorno ; e pur la fronte
Stropiccio spesso e spesso Funghie rodo (79)»
Ma la pena è piacer ? se pure io detto
Opra che leggerà Licori anch’essa (80 ),
Opra, per cui non fia Neuton del mondo
Âlla metà più bella ignoto dio .

Della critica ancor dietro alla scorta
Fatto mi venne di veder l’orpello,

Onde il Caro talor lo stil sincero
DelPEneida coprio . Yidi, e non tacqui
Yendicator dell’ ombra di Marone,

Di cui sempre io cercai Paureo volume.
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