Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 60
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0246
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Sfrondata è si, ma non recisa al suolo.
Cerere mira, come lieta intorno
Di gravi spighe i nostri campi inaura ,

E dal vento percossa ondeggia, e splende ;
E spesso avvien, che con la ricca messe
Vinca i nostri granaj, vinca la speme (85).
Che sarà poi, se col novello ordigno
Del Trittolemo inglese il sen più addentro
Piaghi alla terra il veneto bifolco ;

Se meglio ei volga , e più assottigli, e rompa
Le dure ghiove , e morte alle maligne
Piante egli apporti, e nuova vita al grano ?
Folta lussureggiar vedrà mai sernpre
Lungo l’Adige e il Po sicula messe .

Guarda l’uve, Signor, ch’ai nostri colli
Fanno intorno ghirlanda, e giù nel piano
fîi maritano agli olmi in bei filari
Ordinate qua e là ; se non che Bacco
Esso ai vendemmiator le mostra, e pare,
Che più attenta da noi cura richiegga
Nello spremerne il succo , nè minore
Cura nel scieglier di ben saldi arnesi ,

Ove riboila, e d’ogni odor sinceri ;
Ond’anche il nostro vin sprezzi del inare
II tumulto e l’orgoglio, e in un col Cipri
Vada a imbriacar dentro alI’PIaremme iiTurco
Deü’Alcorano vincitor fumoso (86).
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