Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 62
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0248
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6a

Già non aspetti il fondachier, che i belli
Suoi lavori a cercar di là dal Sonde
Sciolga il Danese impellicciato, o il Russo ;
Su per l’onde azzurrine in nero abete
Da noi si porti a’più remoti lidi
Merce, ch’oltra nostr’uso abbonda e cresce?
Ed i granari e le ofhcine ingombra .

Poco o nulla tra noi delle straniere
Fogge ne giovi trasferire il lusso ;

S'x che lungi non dissipi ? e disperga
Irreparabilmente il venet’oro
Folle vaghezza? anzi via via crescendo
Eompa l’oro stranieino i nostri scrigni (88).
Sovra tutto al commercio onor si dia (89):
E il grato cittadin pur si sowenga,

Che dell’adiûaca forza il miglior nerbo
Esso ne fece ; e già poteo per esso
Di Cambi'ay la congiui’a , e il duro assalto
Vinegia sostener sola ; e per esso
Pur empie a’nostri di piceiola terra
Tempio dilibertà, seggio dell’ai'ti,

E di navi ; e di gloria il mare immenso.
Siccome suol l’industre pecchia allora ,

Che l’opra ferve, e l’odorato tixno
Spii’a ii liquido mel, lunge animosa
Da’ bei presepj suoi cacciare i fuchi j
Cosi d’in seno alle città costoro
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