Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 63
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0249
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd1/0249
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
65

Sieno sbanditi , inerti sciami, ignava
Turba soltanto a nulla oprare intesa ,

Peso al comun , di latrocinio scuola (90) .
O più tosto , SignOr , rimettan l’arti,

Che già tennero un tempo , onde sbandito
L’ ozio turpe ne venga , e a tutti porga
Alimento l’industriaj onde per noi
Beva i vivi color la nostra lana ,

Nè da gallica Aracne a bei trapunti
S’intessa, e in vaghi üori adriaca seta .
Quale è di Dio l’alta bontade immensa ,
Che dal magno elefante al vile insetto
Volge il provvido sguardo ; e tal ne sia,
Vera immago di Dio , principe giusto .
Aprir canali, e fabbricare ingegni
Util cosa fü sempre , onde si compia
Con poche mani opera inolta , e gente ,
Che qua si sparmia, altrove abbondi, e sudi c
Nè già ti srauova dalla bella impresa
Bisbigliar delle genti, obbliquo riso ,

Vano pianto o lamento , all’opre degne
Usato premio , e solita mercede.

Vorrai forse , Signor , provvido all’uopo
Di città popolosa , a cui divida
Rapido JBunie il sen, con ponte unire
Le divise contrade ? ecco che tosto
Un nautico clamor t’assorda , o noi

E 4
loading ...