Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 67
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0253
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Lo sti'l volse e l’ingegno , e leggi diede
11 grave Senofonte , attica musa,

Di Socrate uditore , egli, che scrisse
Quel che in Asia dettô Minerva a Ciro (92).
Tali esempli seguire a te pur giova
Sicuro non fallir, sublime il capo
Oltre il basso tumulto, e il patrio bene
Volgendo notte e di nel cuor pensoso.

La bella donna tua ricca di beila
Prole , e del cinto a Citerea rapito ,

Di tue cure pur iia dolce conforto :

Ella, che all’ Istro, ed alla Senna in riva
Nel sollecito tuo petto versava
Di conjugale amor balsamo ibleo.

E dolce poi ti fia, spirto gentile ,

Presa la cima dell’alpestro monte
Là dove cinta d’immortal splendore
La gloria siede , e irmanzi morte domo
DelFatra invidia il redivivo mostro ,

Nelle pu.bbliche vie, nel foro udirti
Salutar Padre della Patria un giorno .

Dalla patria sbandir l’ozio, e alle belle
Arti, e all’ industria consecrare urr tempio ,
A1 gonfio mar robuste moli opporre ,

Scavar porti e canali, alle paludi
Far Faratro sentir (q3), spianar le vie,

I humi contener, piantare i colli,
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