Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 71
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0257
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Donde quel puro inessiccabil sgorga
Fiume d’acqua ippocrenia, cui nè Faspro
Gelo fa oltraggio mai, nè mai di neyi
Austro discioglitor mesce o confonde.
Ridon le rive a lui d’intorno mille
Spiranti a Faura odor diversi, e mirti
Sacri a la dea di Pafo, ed elci, e platani
II lieto suol di gelid’ombra stampano,

E da zebro scosso il bosco stride .

Quinci color, che delle Muse a i santi
Studj fur volti, il crin cinti d’uliva
Guidano eterni balli, e al par de’prischi
Vati, che primi in Elicona entraro,

Dolce cantando immortal vita menano.

Là le pitiche pugne, e le carrette
E gli assi fracassati, e ’i polverio ,

E l’onda popolar vedi, e le fervide
Rote schifar la meta, e le corone
Su le tebane corde a Giove sacre :

Qua gli amori campestri, e la sampogna
Di Titiro sonare, e Galatea
DeTiti intorno a Mergiilina onore :

Là senti Lesbia, e Nemesi, là quelia ,
Che ne’toscani versi eterna vive
D’ogni anima gentil diletto , e cura.
Altri più in là con più sonora tromba
Canta d’Enea l’error lungo, e i penati.
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