Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 77
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0263
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77.

Fra le irêmule chiome , il biondo dio ,

Cui sono a cuore i carmi e i sacri ingegni 9
A dentro iJ seguo ne la ombrosa e folta
Sacra selva di mirto : e s’ egli poi
Degna alcun canto d'insegnarmi, ed io
Con la selva l’imparo, e poi ne vengo
Si d’un beirinno armato infra la gente >

E da l’aurata cetra, di lusinghe
E di vezzi maestra, al popol folto
Lo spargo in mezzo ; quale a la benigna
Terra in grembo per l’aria il seme spargéré
Ne la nuova stagion suole il bifolco ,

Cui non indarno sorridendo mira
Cerer bionda da l’alto, e sotto l’opra
Intanto ferve il vomero lucente .

La turba intenta senza batter’ occhio
Bee per l’orecchie il canto > e non sa poi
Donde una nuova in lei piova dolcezza,

Che qual torrente il cuor tutto le inonda )

E a me fa plauso , e batte palma a palma »
E si ne godon le loquaci muse ,

Che mi stan sempre a lato , ovunque io vada ;
Qual da Java tornando , o dal Bornéo
Gode d’ Olanda un animoso legno
Di gemme grave, o d’oro, o d’altra eletta
Bicca odorosa merce orientale ,

Se , i curyi seni de le vele empiendo

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