Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 78
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0264
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Ispano vento , ei con l’adunco rostro
II mar fende mugghiando, e il bianco flutto,
A i bordi intorno ed al timon gorgoglia ;
Gode la ciurma in rimirare il lido
A le spalle fuggir , fuggir le ville,

E la terra saluta già vicina,

La terra desiata. E questo è pregio
De l’arte alma di Febo andar sicura
Infra la gente, e passeggiare ardita
Per li fori clamosi, e per le scene :

Ma V altre di Minerva inclite figlie,

Nulla curando il popolar favore

Più volubil de Ponda appresso al Faro,

Che ne l’afsrico mare euro convolve ,

II silenzio e la notte e i luoghi ombrosi,

E i taciti recessi aman ; si come
Ama la rosa da le belle foglie,

La rosa, amor di primavera e cura,

D’ esser çolta il mattin da verginella ,

Per poscia ornarne il ritondetto seno
Da troppo ardita man non tocco ancora,

,Nè solo son de Teleusina Dea
Da tacersi i misterj . E chi vorrebbe
Esporre a gli occhi de la turba insana,

Che quel che più devrebbe apprezza meno,
Quella di verità si ricca merce ,

Onde si crebbe il fisico tesoro,
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