Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 81
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0267
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8i

Torse colui, che in te poteo lo sguardo
Mortai fisare , o diva > e ti conobbe.

O chi mi leva a volo, e chi mi posa
Là dove tien suo seggio alma natura ?

E al severo destin le leggi detta,

Che poi le scrive nel diaspro eterno ?

Io veggo già gli umili colii, io veggio
L’ alte torri superbe , e i bianchi scogli,

Ove flagella il mar, che intorno frange ;
Yeggio le sempre verdi amene valli
Ed il üurne real ben mille navi
Tutto ingombrar fino al marmoreo ponte »
S*alve , o beata oltramarina piaggia,

Salve j terra felice, o da gli dei
Amata terra. A te produr fu dato „

A te sovra d’ ogn’ altra avventurosa „

Colui j cui diè di propria man natura
Sue sante leggi ? a lui solo cortese,

Ritrosa a gli altri. Ei ne fe’parte al mondo
Che prima si giacea pien d’alto errore ;
Egii i fonti ne schiuse in prima intatti P
Donde di verità si larga vena
Per quelle dotte inonda illustri carte ,,

Che sacre fìeno ognor ? finchè la terra
E il mar di luce vestirà l’argentea
Luna la notte ? e l’aureo sole il giorno .

Qr dammi > o Musa, la ferrata lira,
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