Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 82
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0268
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Dammi d’acciar le corde, e dammi voce
Di bronzo si, ch’ io possa insin là dove
Scorre lambendo il favoloso Idaspe,

E per l’ardente Libia, e per l’ondoso
Vasto oceàno, e fin sovra le stelle
Portare il sacro e venerando nome.
lo sieguo te, te de la gente artoa
Vivo lume e splendor, Britanno illustre,
Ove ti piaccia di guidarmi : o sopra
Per l’ampio voîo immenso, e per l’obblique
Strade mi ruoti de’restii pianeti ;

O de l’alte comete ardenti il crine,

Da le madri abborrite e da le spose,

M’ insegni i nomi, e i varj ordini, e il sito ,
Ed i tempi, e i ritorni ; o pei curvati
Tinti a varj’ color de l’aurealuce
Sentier m’avvolga; o dentro per Tabisso
De le passate cose a te mi chiami
In que’ caliginosi oscuri tempi,

Quando d’Esone il temerario JSglio
Curvo gli abeti in nuove foggie e feo
Sentir su ’1 dorso il primo legno a Teti,

E volô sovra i flutti il cocchio alato,
Gravido il sen del fior di Grecia in Colco,
Che poi dovea su per lo cielo in mezzo
A le stelle nuotar la notte errando .

Felice chi poteo scoprir le-occulte
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